Mercoledì, 11 Aprile 2018 14:41

I fattori più importanti del SEO copywriting

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Da un po di anni o meglio, da quando tutto sul web ha cominciato a prendere sempre più forma, è nato un nuovo tipo di scrittura sul web, il seo copywriting.

Scrivere in ottica Seo e quindi per i motori di ricerca è tutt’altra cosa rispetto alla scrittura tradizionale per l’editoria. Questo anche perché è il lettore della rete ad essere differente rispetto a chi legge un quotidiano cartaceo, ad esempio. Chi naviga sul web vuole immediatezza, si aspetta di trovare subito quello che sta cercando. Non vuole perdersi dietro troppi fronzoli.

Ecco perché lo stile di chi scrive per il web deve essere prima di tutto chiaro, conciso, diretto, in generale. Poi più nello specifico scrivere un testo per il web in ottica Seo implica una serie di accorgimenti più tecnici; dall’utilizzo di determinati tag e meta tag(paragrafi, title, meta title) ai link che rimandino ad approfondimenti, tanto al proprio sito quanto a portali esterni; e poi ancora grassetti, corsivo, elenchi numerati (tanto amati da Google) e, per ultimo, ma non meno importati, la ripetizione delle keyword.

La parola chiave intorno a cui ruota il testo e sulla quale si vuole essere indicizzati. Quante volte la keyword deve essere ripetuta? La parola chiave deve essere ripetuta il giusto numero di volte, quindi in modo tale che chi legge non venga disturbato da ripetizioni eccessive. La ridondanza può essere nemica del risultato finale. Che è quello di posizionare bene un contenuto di testo nei risultati di Google.

Qual’è il legame tra la SEO e il social media marketing?

Diverse sono le opinioni a riguardo. C’è chi sostiene che vi sia un legame diretto tra Seo e social media e chi invece pensa l’opposto. L’opinione comune ritiene che una certa influenza dei social network sul posizionamento ci sia. Ovviamente i link che arrivano dai social media non vanno a influenzare direttamente il posizionamento organico di un sito sui motori di ricerca.

Anche perché, in base a quanto dichiarato da Google stesso, i link condivisi su Facebook e Twitter sono rilevanti nel restituire all’utente i risultati della ricerca per un determinato contenuto.

Di conseguenza una buona gestione dei social può favorire il posizionamento di un sito sui motori di ricerca. E oltre a questo si va inevitabilmente a creare un riscontro positivo in termine di crescita del brand. Un articolo di un sito che riceve 10mila condivisioni sui social network crea comunque un vantaggio enorme dal punto di vista del branding, al di là dell’indicizzazione.

In quest’ottica, continua a sussistere la cemtralità dei contenuti.

La Seo si è diffusa proprio per questo, a seguito della decisione di Google e dei principali motori di ricerca di favorire i contenuti di qualità. Da quando internet è nato si era assistito, durante gli anni passati, ad una corsa sfrenata alla quantità; avere più link possibili, più contenuti di testo possibili, più citazioni possibili.

Senza un filtro sulla povenienza del link, su come erano scritti gli articoli. In sostanza solo quantità e zero qualità. A cambiare le regole del gioco sono stati soprattutto due algoritmi di Google introdotti negli ultimi anni e che sono: Panda e Penguin. Google Panda è stato lanciato nel 2011 per andare a classificare in modo del tutto diverso i siti nei risultati dei motori di ricerca: in sostanza si andò a penalizzare tutti quei siti che presentavano contenuti di scarso valore, di qualità bassa, non interessanti.

Per non parlare dei contenuti copiati. Si lanciava così la corsa al contenuto di valore. A distanza di un anno arrivò Google Penguin: che implementava il suo predecessore nello stanare siti di bassa qualità penalizzando chi metteva in essere pratiche scorrette. In particolare chi, preso dal terrore per la novità arrivata da Panda, aveva fatto ricorso eccessivo a pratiche di Seo (anche quelle non lecite) per arrivare ad una ottimizzazione esasperata. Soprattutto in termini di link building: quindi di backlinks ricevuti da altri siti in modo non corretto e naturale; o da siti di scarsa qualità tanto per fare numero.

È quindi partita la guerra da parte di Google a contenuti duplicati, copiati e non di valore; e a siti di scarsa qualità con backlink sospetti (magari troppi nel giro di pochi giorni), ricevuti da siti di valore infimo. E da allora si è assistito ad una corsa ad ottimizzare la qualità dei siti (ci si riferisce qui a pratiche corrette e lecite di ottimizzazione), con particolare riguardo ai contenuti di testo.

Letto 68 volte Ultima modifica il Mercoledì, 11 Aprile 2018 14:42