Giovedì, 15 Settembre 2016 17:16

Il dito a scatto o sindrome di De Quervain

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II «dito a scatto» ora guarisce col bisturi! Di cosa si tratta?
E' indispensabile il trattamento chirurgico? E' questa una affezione curiosa che colpisce le dita della mano. La malattia prevale nel pollice e nel medio ma può pure verificarsi nell'anulare o nell'indice. Statisticamente è più frequente nella donna. Il movimento di estensione del dito colpito viene ad un certo momento arrestato e può riprendere soltanto dopo uno scatto, insistendo con forza nel movimento.
Se si appoggia un dito in corrispondenza della zona di passaggio tra dito e palmo della mano, lo scatto può venire nettamente percepito. Il dito a scatto può rendersi evidente già nei bambini piccoli, avere cosi origine congenita, o comunque negli adulti in seguito per lo più a contusioni o stiramenti violenti del tendine flessore oppure dopo una infezione del canale in cui scorre (tenosinovite di De Quervain). Non si tratta di una lesione grave, ma noiosa che impedisce di regolare finemente il movimento perché dopo 10 scatto il dito, teso dal tendine estensore, si allunga improvvisamente ed in modo non dominabile.

Qualche volta il movimento del dito è quasi completamente impedito pur procedendo, per quel poco che si muove, a scatti. Si tratta allora di un'altra affezione: la sindrome di De Quervain, molto più grave del semplice dito a scatto. A cosa può essere attribuito il fenomeno dello scatto? Il tendine scorre normalmente nella sua guaina o così il movimento del dito si compie regolarmente. Se il tendine oppure la sua guaina o la guaina e le formazioni che lo circondano si sono irrigiditi o più facilmente il tendine non ha più la sua normale forma, presenta cioè un ingrossamento nodulare, questo ne provoca l'arresto al passaggio obbligato sotto la puleggia fibrosa della falange basale del dito. Il procedere del tendine avviene poi, continuando il movimento del dito, con una discreta difficolta ed improvviso.

Molti di coloro che hanno il dito a scatto preferiscono tenerselo e sopportare gli inconvenienti che inevitabilmente provoca. Altri che non lo sopportano o che del fenomeno sono preoccupati od ancora perché si tratta di una forma talmente grave che può disturbare seriamente l'uso della mano, ricorrono al medico. Se i bagni caldi, i leggeri massaggi e le altre eventuali terapie fisiche non si dimostrano efficaci, non rimane che ricorrere all'intervento chirurgico!

Attraverso una modesta incisione si raggiunge il punto incriminato e si libera il tendine sezionando la puleggia fibrosa e rendendo così agevole lo scorrimento. In qualche caso questo non basta ed occorre una cauta asportazione degli strati superficiali del tendine al fine di ridurne il volume eccessivo. In ogni caso si tratta di intervento di scarsissima gravità che, condotto a dovere, porta costantemente alla completa guarigione.

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