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Ero semplice Ero un triangolo In una pagina arrotolata Ma poi si aprì Ed io Che vivevo in un mondo chiuso Che vivevo in un mondo sbagliato Vidi la luce Il foglio si srotolò La sua fine si perse Nella gioia infinità Non potevo più stare qui
Non potevo più stare qui Nelle mie tre linee Rette uguali monotone Dovevo uscire Liberarmi Dovevo avere La libertà dell’uccello in volo La libertà del foglio Che si apre all’infinito
E così Le linee si deformarono Vidi un occhio, le ali, la coda e le piume Mi staccai Non fu facile Lottai urlai Ma alla fine Mi librai nel cielo infinito E finalmente conobbi La gioia e la vita
Volai verso l’infinito E non feci più ritorno Nelle forme dure, irremovibili, angoscianti Del triangolo Che non lasciava spazio A nulla Se non solo A un urlo di dolore Rivolto ai propri vertici
SILVIA P. (1° SUP.) |