Il Piede Piatto
E’ un problema alquanto comune, l’arco plantare longitudinale mediale è ridotto, e quando il bambino è in posizione eretta il lato interno del piede è a contatto con il suolo.
Di solito il piede piatto è caratterizzato da una rotazione interna dell’ avampiede (pronazione), e da un’inclinazione verso l’esterno del calcagno (valgismo): i cosiddetti piedi a papera.
Le forme secondarie ad altre patologie sono più rare; quello più frequente è il piede piatto idiopatico che non può essere nemmeno considerato una vera e propria malformazione ma, quasi sempre, è una variante morfologica di un piede normale.
Tutti i bambini hanno i piedi piatti fino all’età di due anni circa, poi camminando si crea nel piede il famoso arco longitudinale. In alcuni casi nonostante l’acquisizione di un’andatura spedita i piedi rimangono piatti. Raramente il piede piatto fa male, in questo caso bisogna pensare a qualcosaltro, previo consulto del proprio pediatra.
Ci sono vari gradi di piede piatto, da quelli lievi che non richiedono nessun trattamento a quelli più gravi che possono trarre giovamento da plantari adatti.
Una piccola parte dei piedi piatti gravi potrà essere corretta mediante l’inserzione di uno spessore (vite) nel seno del tarso all’età di 10-12 anni.
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Diagnosi Il piede piatto ha 3 gradi di gravità, dalle impronte plantari si nota la progressiva scomparsa dell’arco longitudinale mediale. Solo il 2° e 3° grado richiedono un trattamento fisioterapico e protesico. Pochi e selezionati piedi piatti di 3° grado possono avvantaggiarsi di una correzione chirurgica. La diagnosi è di semplice formulazione e non necessita di alcun esame strumentale speciale o invasivo. |
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Terapia
Secondo la nostra esperienza l’utilizzo di ortesi dai 3 agli 11 anni di età circa, periodo in cui il piede cresce, può modificare l’appoggio plantare e rendere più agile e spedito il passo. |