La Lussazione Congenita dell' Anca (LCA)
Con Lussazione congenita dell'anca (Lca) si intende una alterazione della forma dell'articolazione dell'anca presente alla nascita che se non si risolve durante la crescita può portare a: cammino non corretto (zoppia), dolore cronico e artrosi precoce.
Diagnosi La diagnosi può essere facile se alla nascita è presente uno scatto della testa del femore che entra o esce dall’acetabolo (segno di Ortolani). Spesso l’unico indizio e’ una limitata abduzione dell’anca affetta, nei casi monolaterali. Oggi nei casi dubbi, se c’è familiarità o più semplicemente nelle bambine è utile seguire l’ecografia delle anche che dà una diagnosi sicura. Lo screening dell’anca con eco è effettuato a 3 mesi di età ma sarebbe meglio almeno nei casi a rischio eseguirlo subito dopo la nascita.
L’intervento sulla postura In caso di diagnosi è necessario vincolare le anche in una postura utile al ripristino di un buon sviluppo della articolazione dell'anca, per far questo si utilizzano dei divaricatori che vanno mantenuti per un periodo di tempo sufficiente, almeno sei mesi, giorno e notte. I divaricatori non fanno male, a parte i primi momenti dopo l'applicazione per il fastidio della costrizione. Se la diagnosi è tempestiva una terapia posturale dolce con divaricatori permette nella quasi totalità dei casi un rientro nella normalità verso il 9°-10°mese, epoca in cui il bambino generalmente comincia a gattonare ed a stare in piedi.
Se si pone la diagnosi di Lussazione congenita dell’anca dopo il 4°-5° mese di vita del bambino, una terapia posturale dolce con divaricatori può non essere sufficiente in quanto l'anca si è sviluppata e strutturata in una posizione che non si riesce a correggere con una semplice apertura e flessione.
L’intervento medico o chirurgico In alcuni casi è necessario che il medico ortopedico esegua delle manovre per rimettere a posto l'anca, ristabilire un corretto rapporto articolare tra i due componenti che la formano: cotile e testa del femore. Queste manovre vanno eseguite in anestesia generale e quindi si deve ricoverare il bambino. Si parla di intervento di riduzione se si riesce, senza dover “operare” l'articolazione, a ottenere il ristabilimento della articolarità. Se non si riesce con manovre esterne e si deve ricorrere al bisturi si parla di intervento di riduzione invasiva. In entrambi i casi le anche vanno immobilizzate con un gesso che avvolge il bacino e arriva ad entrambi i piedi per circa 3 mesi successivamente verra utilizzato un divaricatore per altri 3/4 mesi.
Terapia non cruenta Esistono vari tipi di divaricatore noi usiamo essenzialmente : 1) il divaricatore di Paulic, fatto da bretelle che mantengono le anche flesse e abdotte permettendo dei movimenti che possono favorire la riduzione di un’anca sub-lussata o instabile del neonato. 2) il divaricatore di Milgram è statico e tiene le anche centrate ed abdotte. Lo si utilizza inoltre nella terapia delle anche displasiche ma centrate e nei bambini più grandi.
Gesso in narcosi Gesso pelvi-bipedidio eseguito in narcosi in casi più gravi con anche instabili. Spesso il gesso è preceduto da trazione dell’anca affetta su un letto speciale. |